di Leonardo Frontani e Paolo Carnicelli
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Si è conclusa la prima fase del PROGETTO VIA EXPERIENTIA di cui il nostro Portale è un Valorization Partner.
Il due partecipanti italiani, Leonardo Frontani e Paolo Carnicelli, che hanno rappresentato formazione-esperienziale.it, hanno salutato la Lituania, il Paese che ha ospitato il primo modulo, e sono rientrati in Italia il 24 ottobre 2009.
Ecco il loro resoconto.
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Leonardo .......
Il bilancio del vissuto dal punto di vista personale e professionale è oltre ogni aspettativa. E’ stata una opportunità unica per ritornare nel significato del nostro lavoro di formatori portatori di una responsabilità sociale.
I partecipanti al master provenivano da 4 diversi Paesi della Comunità Europea e la condivisione incrociata dal punto di vista culturale, ha rappresentato il grande valore aggiunto di una iniziativa che avrà seguito ed andrà lontano.
Soprattutto per la formazione esperenziale, credo non sia più possibile immaginare il proprio percorso, senza andare a guardare oltre le Alpi ciò che è in fermento. Abbiamo potuto facilmente constatare ancora una volta come il nostro Paese è sia in ritardo, dal punto di vista della cultura della formazione, ma anche e soprattutto per quanto riguarda l’informazione sulle opportunità di crescita all’interno della Comunità Europea per giovani e già professionalizzati formatori.
Ringrazio quindi il portale per il suo valore come amplificatore di esperienze e come forum di una discussione aperta per la nostra professione.
Sarà mia intenzione condividere con gli iscritti le esperienze ed i contenuti del Master. In questa prima comunicazione vorrei lasciare ai formatori esperenziali una lista di “Learning points” emersi dal lavoro realizzato nei boschi della Lituania nei nostri 10 giorni di corso.
Le nostre scoperte sull'experiential learning:
- Lavorare sempre in team con persone che provengono da diverse esperienze
- Essere sempre flessibili con il programma di lavoro
- Non facilitare “troppo”: il motto è let the flow go!
- Evitare agende nascoste nel proprio progetto
- Essere onesti con i partecipanti
- Il proprio obiettivo è subordinato a quello che il gruppo identificherà
- Essere pronti a testare lo stato ed i bisogni del gruppo
- Se ti trovi nei guai durante le attività condividilo con i partecipanti
- Ascolta il tuo intuito
- Fai sempre il sommario di ciò che andrai a fare
- Sii preparato e sii predisposto a sorprenderti
- Dai sempre ai partecipanti una scelta
- Durante le attività tieniti sempre in contatto con il tuo team
- Fai grande attenzione a ciò che il gruppo elaborerà durante le riflessioni
- Accresci la tua tolleranza al silenzio
- Sfidati sempre come trainer
- Focalizza la riflessione piuttosto che l’attività specifica
- Non sarai mai perfetto, ma puoi provare a fare qualcosa in ogni caso
Paolo .......
I dieci giorni in Lituania sono stati una straordinaria avventura per la testa, per il cuore e per la pancia. Ma anche le gambe, devo dire, sono state messe a dura prova!
Posso serenamente annoverare, dopo vent’anni di esperienze delle più varie, questa come fra quelle più formative e di maggior trasformazione di me stesso. Essere nel ruolo di erogatore della formazione spesso non mi ha fatto percepire la sfida interiore che io stesso stimolavo; nel ruolo di partecipante mi sono trovato di fronte ai miei limiti come formatore e come essere umano.
La trasformazione intesa come cambiamento della propria mappa del mondo, cioè della percezione, ha come effetto la modifica del comportamento.
I facilitatori Arturas, Björn, Dirk, Mario e Darius ci hanno mostrato come si stimola tutto questo nel gruppo. Essi sono per me un esempio di professionalità, di umanità e di accoglienza autentica. Al di là delle tecniche, credo siano queste le qualità fondamentali che dovrebbero avere tutti coloro che operano nella formazione.
Un giorno ho chiesto al gruppo di facilitatori: ‹‹ “Imparare ad imparare”, sì, ma… che cosa imparare?››. La risposta mi ha aperto un nuovo orizzonte: ‹‹Ad essere cittadino››. “Cittadino” nel senso originario del termine, cioè di “civile”, integrato in una comunità organizzata. Ciò si traduce in cura delle relazioni, rispetto delle regole, impegno, partecipazione e aiuto reciproco.
Essere “cittadino europeo” ha il valore aggiunto dello scambio culturale, cioè dell’incontro con altri modi di essere cittadini. Il gruppo misto dei partecipanti, nelle tante e nutrienti ore di condivisione, mi ha rivelato l’importanza di aprirsi al contesto internazionale, nel lavoro e nella vita di relazione.
Mi ripropongo attraverso il mio lavoro di disseminare questi valori, nella speranza che diventino un virtuoso e contagioso virus.
Ringrazio Daniela Fregosi e Mario D’Agostino per la fiducia che mi hanno accordato e per la preziosa occasione che mi hanno dato, ma anche Leonardo, prezioso ed esilarante compagno di viaggio, nonché di stanza.
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