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L’11 dicembre 2008 si è svolto il “Non convegno sulla formazione italiana” organizzato dall’AIF – Associazione Italiana Formatori (delegazione Lazio) c/o la bellissima sala del consiglio della CCIAA di Roma.
Come portale ci interessa dare ai nostri navigatori qualche suggestione che questo incontro (che ha previsto anche un libero dibattito sulla formazione innovativa) ci ha lasciato sul tema della formazione esperienziale e l’outdoor training.
formazione-esperienziale.it ha selezionato e rielaborato gli elementi che ha ritenuto più interessanti per il collegamento tematico con i contenuti del portale:
L’intervento del prof. Domenico De Masi (Uni Roma 1) ha aperto il convegno portando una lucida e spietata analisi dell'attuale situazione italiana in riferimento alla formazione aziendale. Gli spunti di riflessione sono stati molti, ma ci ha colpito, in particolar modo, una delle espressioni forti utilizzate da De Masi in riferimento alla professione del formatore oggi a rischio di sentirsi e/o essere percepito come una "puttanella a buon mercato". Questa colorita connotazione ci sembra raffigurare bene un rischio reale nella formazione italiana oggi e soprattutto nella formazione innovativa ed esperienziale dove la corsa al "famolo più strano dei nostri concorrenti" (per quanto riguarda la consulenza) ed al "famolo più strano dei precedenti progetti" (per quanto riguarda lo staff formazione interno all'azienda) può snaturare la valenza della metodologia esperienziale. Non possiamo fare di tutta un'erba un fascio, ovviamente, ma è bene non trascurare alcuni segnali preoccupanti in tal senso, soprattutto in un momento come quello attuale in cui la crisi può far perdere di vista la reale funzione che la formazione può avere.
Numerosissimi sono stati gli spunti, le riflessioni ed i “mal di pancia” sul tema dell’essere formatori oggi nella crisi. Questa parola. Crisi, riecheggia di nuovo. Ormai è quasi impossibile partecipare a qualsiasi tipo di incontro professionale, convegno, forum senza che venga pronunciata. Di nuovo emerge il tema: la formazione innovativa è una risposta possibile alla crisi o il tentativo di sopravvivere e quindi un’operazione di marketing che maschera antichi saperi e metodi di nuove vesti alternative? Quel che è certo è che il formatore oggi deve evitare di cadere nella trappola (istintiva o più spesso ricercata in modo funzionale e giustificativo dalle aziende) della paura da crisi, soprattutto paura preventiva. Stiamo fermi, non si sa mai…..Occorre, invece, investire nella propria crescita, innovare e, consiglia De Masi, ricercare la propria felicità, insegnare agli altri l’ozio creativo. E qui i parallelismi tra formazione esperienziale ed ozio creativo si sprecano.....
Altro spunto interessante, in riferimento alla crisi, è stato quello apportato da Elisabetta Vernoni vicepresidente di APCO (Ass.Prof.It. dei Consulenti di Direzione ed Organizzazione) che ha sottolineato come la formazione in primis deve presentarsi all'azienda, non come l'ulteriore costo da tagliare (e quindi con un atteggiamento in punta di piedi e sottomesso) quanto con la determinazione e la sicurezza di poter rappresentare uno strumento per aiutare l'azienda proprio ad uscire dalla crisi stessa.
Piersergio Caltabiano, presidente AIF, ha utilizzato la metafora dell’alta marea. In questo momento di crisi, l’acqua sta salendo e farà pulizia. Si salverà chi sa nuotare e lo si vedrà quando l’acqua ricomincerà a scendere. Siamo molto d’accordo. In questa fase, in parte “di paralisi”, ma per altri versi di psicotica iperattività produttiva, di tutti i format alternativi e delle varie vetrine formative esperienziali ed innovative cosa rimarrà con la successiva bassa marea? Quali delle tante metodologie sperimentate e delle altrettante proposte solo dichiarate, rimarranno e reggeranno alla crisi?. Quali di queste saranno utili proprio per gestire, attraverso la formazione, la crisi delle aziende?
Ferdinando dell’Agli del consiglio direttivo AIF fa echeggiare alcune domande:
Ma quali sono i presupposti della formazione innovativa, quali i presupposti filosofici, psicologici, i modelli? E vengon fuori antichi nomi………. Come spesso succede niente di nuovo sotto il sole. Come non è l’esperienza di per sé che è o meno formativa ma cosa si fa con essa, altrettanto vero pare essere che non sono nuovi modelli a guidare la formazione innovativa ma nuovi modi di utilizzare vecchi presupposti teorici.
Laura Pelosi, responsabile della sezione Formazione e Risorse Umane dell’Unione Industriali di Roma, lancia l’allarme: formazione innovativa e outdoor training utilizzati dalle aziende come premio, elargite e dispensate come gadget. Pericolossissimo…..Tutto questo alimenta ulteriormente la confusione tra formazione, animazione, incentive e viaggi vacanza. Ognuna di queste attività ha un suo senso ed una sua dignità. Lungi da noi voler stilare una graduatoria di valore. Ma fare chiarezza sugli obiettivi, questo è indispensabile. Dichiarare di voler far formazione e poi utilizzare un intervento come premio e pacca sulla spalla alimenta un’enorme confusione nei partecipanti. E la funzione formazione interna, la consulenza, i formatori esterni, cosa fanno?……colludono? si ribellano? fanno chiarezza?
Forse, qualcuno suggerisce, la formazione esperienziale è solo il tentativo di trovare reali e concreti risultati nella formazione realizzata, che quella tradizionale non è riuscita a fornire ai committenti. O forse non è riuscita a misurare i risultati……. Occhio allora alle formazioni alternative se cadranno nella stessa trappola. L’unico modo di dare valore al proprio lavoro è quello di misurarne in qualche modo gli effetti. Ovviamente andando oltre i questionari di customers che niente a che vedere hanno con una sostanziale misurazione degli effetti di un intervento formativo e che, spesso, negli interventi esperienziali ed outdoor raccolgono sì applausi e grande soddisfazione, ma anche di breve durata. Poi tutto si riduce a ricordare il divertimento, i ponti tibetani, la location gradevole rispetto all’aula…….ma le competenze sviluppate, i cambiamenti nei comportamenti di ruolo realizzati concretamente?
Ecco allora su quale filone investire veramente in questa crisi. Misurare. Misurare soprattutto i risultati della formazione esperienziale ed innovativa. Che sia veramente innovativa anche in questo.
Redazione di formazione-esperienziale.it
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