La nostra Community ha sostenuto la Tesi di Laurea sull'Outdoor Training della nostra iscritta Linda Iovino, studentessa di Psicologia presso l'Università degli Studi di Genova.
La Tesi ha previsto una parte di ricerca qualitativa consistente in interviste anonime a formatori (fornitori) e responsabili aziendali (clienti finali) riferite all’utilizzo dell’Outdoor Training.
La nostra Community ha aiutato tra novembre e dicembre 2010 Linda ad entrare in contatto con rappresentanti aziendali (clienti finali) per realizzare interviste telefoniche ed in presenza.
Grazie a tutti coloro che hanno fornito il loro supporto.
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Obiettivi
La finalità generale di analisi per questa ricerca è quella di analizzare il fatto che l'outdoor training rappresenti una metodologia formativa efficace, che utilizza strumenti e metodi anche specificamente elaborati e che è in grado di soddisfare obiettivi e bisogni specifici.
L'ipotesi di partenza (da verificare con la ricerca qualitativa) è il fatto che l'efficacia della formazione outdoor dipenda anche dalle competenze del formatore.
Relatori della Tesi
Prof.ssa Francesca Vitali, docente di Psicologia del lavoro progredito e di Psicopatologia delle organizzazioni presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Genova
Prof. Pier Giovanni Bresciani, docente presso la medesima Facoltà di Psicologia della Formazione
Impianto metodologico
La tesi poggia su un solido impianto metodologico di tipo qualitativo che prevede la realizzazione di 10 interviste semi-strutturate a formatori che utilizzano o hanno utilizzato l'outdoor training e 10 interviste a responsabili aziendali che hanno avuto esperienze dirette di
outdoor training.
L'approccio qualitativo di analisi che verrà seguito per i contenuti emersi dalle interviste semi-strutturate si riferisce e si ispira al Modello della Grounded Theory, una metodologia di analisi ampiamente utilizzata nelle scienze sociali per l'analisi qualitativa di materiali poco strutturati (es. interviste, storie di vita, diari, etc.).
La Grounded Theory nasce dall'opera di due sociologi americani (Glaser and Strauss, 1967) e rappresenta un metodo che si propone di far emergere la teoria dai dati in modo induttivo, in contrasto con la logica ipotetico-deduttiva: basato su un processo di generazione di ipotesi, elabora un modello teorico dal confronto e dall'identificazione di nessi fra le categorie (nodi) elicitate sulla base dei dati raccolti.
Il set di dati sarà analizzato in base ad almeno tre differenti strategie di codifica:
1.suddivisione dei dati in categorie (nodi);
2.concettualizzazione e attribuzione di significato alle categorie;
3.ricostruzione dei nessi teorici legati al set di dati.
L'utilizzo di rappresentazioni schematiche (ad esempio, secondo una struttura ad albero o a matrioska) delle categorie emerse, consentirà di visualizzare e di comunicare in modo efficace i risultati emersi e di seguire un modo di procedere progressivo, flessibile e aperto, che permette di rivedere in ogni momento la codifica delle categorie o nodi (Mantovani e Spagnolli, 2003).
L'analisi delle relazioni tra categorie emerse (nodi) verrà realizzata su due livelli:
1.confronto intra-gruppo, all'interno dei due gruppi distinti considerati (formatori e responsabili aziendali)
2.confronto inter-gruppo, fra i due gruppi distinti considerati (formatori e responsabili aziendali)
Abbiamo volutamente scelto un impianto qualitativo di ricerca per questo studio, ben consapevoli dei limiti ma anche delle potenzialità che lo caratterizzano.
In questo studio, infatti, abbiamo inteso privilegiare l'approfondimento, il dettaglio e la ricchezza complessiva dei dati (validità interna) a discapito, evidentemente, della possibilità di generalizzare risultati (validità esterna) e di coinvolgere molti soggetti, sfruttando le potenzialità di un Questionario (Qs) strutturato e della ricerca di tipo quantitativo. |