Attraverso la sua teoria interazionista, con la quale afferma che lo sviluppo nasce dall'interazione fra individui e ambiente, Vygotskij ha inaugurato un nuovo modo di guardare all'apprendimento come frutto dell'interazione di ciò che si manifesta nell'interazione sociale, cioè nello scambio tra una persona meno competente ed una maggiormente esperta.
Lo studioso bielorusso elabora un modo nuovo di intendere l'apprendimento delle funzioni psichiche superiori (come il linguaggio), spiegando che nella fase di apprendimento si verifica un passaggio da un livello interpsicologico ad uno intrapsicologico; dapprima, infatti, la rappresentazione di un concetto viene elaborata ad un livello condiviso con gli altri (interpsicologico) in seguito vi è una fase di elaborazione autonoma, in cui il concetto viene interiorizzato (intrapsicologico).
Vygotskij spiega che quello che si interiorizza è ciò che avviene fra un soggetto più competente e uno meno capace.
L'importanza che l'autore attribuisce alle relazioni sociali nello sviluppo cognitivo si realizza pienamente nel concetto di “zona di sviluppo potenziale”, definita come quell'area di apprendimento che si viene a creare tra ciò che sappiamo fare singolarmente, in termini di conoscenza e abilità, e quello che siamo in grado di fare con l'aiuto di qualcuno. L'uomo è un animale sociale, che vive insieme ad altri con cui interagisce.
Difatti, lo stesso Bandura parlò di “social learning” (“apprendimento sociale”, appunto), secondo cui l'individuo apprende nuovi comportamenti osservandoli negli altri. Non è tanto importante ciò che si sa, quanto ciò che si può apprendere.
La “zona di sviluppo potenziale” insiste sulle potenzialità di cambiamento. L'interazione, la collaborazione, il sostegno con un partner fanno emergere le potenzialità di cambiamento, quelle che la persona sarà in grado di realizzare autonomamente.
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